268-Per unirsi meglio

Tronco di pino di origine, Ø 60 x h 25 cm.

In questa sculture, appena finita, mi sono particolarmente investita, certo fisicamente, per la sua mole (20 kg! il doppio, suppongo, all’inizio), per la pesante e lunga lavorazione, per le continue e laboriose manipolazioni.

Ma soprattutto mi premeva l’ansietà di compiere quel percorso di trasformazione della loro relazione che avevo ideato con l’abbozzo in argilla.

Ecco: Una coppia di elementi allacciati, ma con i “capi” distanti, diciamo che dialogano già, intraprende un percorso di avvicinamento sino a congiungersi totalmente. Una storia d’amore…


Entrare in dialogo, è correre il rischio di essere toccato e trasformato dall’altro.


Infatti, cambiano : PRIMA e DOPO



È spesso difficile quell’abbandono o meglio evoluzione della propria identità… l’ho vissuta cosi… mi dispiaceva erodere, erodere sempre, l’uno poi l’altro..

Finalmente, la loro relazione si pu0 stabilizzare in diversi atteggiamenti. -uniti - distanti - di fronte :



Ho rinunciato a renderli indipendenti. Non si possono divincolare. Concettualmente, sono convinta che una relazione debba essere libera per essere vivibile.

Ho scelto pero di lasciarli legati indissolubilmente. Non volevo rinunciare a questa loro totale compenetrazione che sarebbe stata sminuita nel allargare i passaggi per poterli separare.

Un ideale relazione fusionale, chi non l’ha mai sognato? Può avverarsi solo per attimi fuggevoli…

Qui, fermo immagine!



Aggiungo per chi trova interesse nei meandri della mia vita parallela che ho perso molto tempo ad aggiustare minimi passaggi per lo scorrere dei volumi l'uno contro l'altro nella vana speranza di ancorarli insieme in posizione verticale… Per rendermi poi conto che questa posizione, nonostante l'enfasi data sull'incontro delle due teste, mi deludeva perché meno suggestiva del loro totale intreccio

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